
La banda a Vapore, da sinistra a destra:
Alberto Rossi, Claudio Bechi, Alessio Bartolini,
Massimo Dolfi, Simone Naviragni, Filippo Brilli,
Gino La Montagna
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Per liberare le emozioni della musica servono un pubblico che ascolta, si muove, balla, e dei musicisti che suonano facendo vibrare voci e strumenti.
Sentire una canzone suonata dal vivo è come vedere un felino muoversi in libertà nel suo ambiente naturale. Scruta, guizza, caccia, divora, riposa, a seconda delle esigenze dell’ambiente (il pubblico) lì e adesso. In una parola: vive.
Ha la bellezza di un essere vivente, ha il sapore dell’autenticità, ne puoi sentire il calore, percepire il ruggito, intuire la carne ed il sangue. Per contro ascoltare la stessa canzone sul disco è come vederselo imbalsamato al museo di scienze naturali. È sempre un felino, ma è una mummia.
Certamente il fine artistico e musicale della BANDA A VAPORE è la celebrazione della canzone d’autore italiana, la sua valorizzazione e riscoperta attraverso la sua esecuzione dal vivo, perché è nell’esecuzione dal vivo che l’emozioni delle canzoni si sprigionano in tutta la loro potenzialità, le loro memorie, le loro emozioni.
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