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Gino Paoli è un crocevia della musica italiana, anzi, uno dei suoi motori. La sua biografia lo interseca con una miriade di personaggi che hanno costruito la canzone italiana.
Lui debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi (tanto per fare due nomi). Nel 1960 realizza "La gatta", un pezzo rigorosamente autobiografico: parlava della soffitta sul mare dove Gino viveva.
Il disco vendette 119 copie, poi scomparve e infine tornò tramutandosi, inaspettatamente, in un successo da 100 mila copie la settimana.
Le sue canzoni sono cantate da Mina e da Ornella Vanoni mentre intanto Paoli scopre e lancia altri artisti: Lucio Dalla, clarinettista jazz, del quale produce il primo disco, o il refrattario Fabrizio De Andrè "costretto" con la forza a cantare con lui al Circolo della Stampa di Genova.
Capita anche che gli interpreti più disparati si "impadroniscano" del canzoniere paoliano: mostri sacri degli anni 50 come Claudio Villa, Carla Boni, Jula De Palma, Joe Sentieri, cantanti lirici come Anna Moffo, attrici come Lea Massari e Catherine Spaak, protagonisti degli anni '60 quali Umberto Bindi, Gianni Morandi.
Più avanti la musica di Gino Paoli coinvolgerà altri famosi cantanti tra i quali Patty Pravo e Franco Battiato.
Importante, negli anni '80, la collaborazione con Zucchero, giovane ancora agli esordi, che contribuirà al suo successo.
Ma il nome che proprio non ti aspetti è quello di Ennio Morricone, arrangiatore per Gino Paoli di brani come "Che Cosa C’è" e "Sapore di sale", arrangiata da Morricone, proprio lui, con gli interventi al sax di Gato Barbieri.
La versione eseguita dalla Banda a Vapore è però prevalentemente quella ska di Giuliano Palma, tanto per fare un altro nome che proprio non ti aspetti… |