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Si E' SPENTO IL SOLE
e VINICIO CAPOSSELA

  Questo pezzo, "Si è spento il sole", una canzone incisa nel 1958 da un giovanissimo Celentano, fu poi brano aggiunto dell'antologia "L'indispensabile" di Vinicio Capossela, con dedica a suo padre, Vito Capossela, alla sua gran gioventù, fatta di rughe e di fotografie con cose non sue…

"Ecco vedete, questo è mio padre con una macchina non sua, qui invece è con questa moto, non sua naturalmente, qui con una vespa…e qui infine con una donna, carina, no, beh, non era sua…"
Un pezzo che dedico a tutti gli italosvizzeri di prima e seconda generazione, gli italobelgi, gli italogermani…quelli che non hanno preso il transatlantico per finirla del tutto e andarsene in America…hanno preso i treni invece, a vagonate e si sono sparsi nella piena del deutch mark! L'umanità internazionale per la quale il vero linguaggio esotico è il tedesco… le giacchette appese ai pollai di tutta Europa, quelli che non ce l'hanno avuto Al Capone e Frank Sinatra, hanno avuto invece Adamo, Rocco Granata e Celentano…Ah i Celentano!
E non mi riferisco qui al noto artista, ma alla categoria dei Celentani. Negli anni ne ho incontrati a decine di mattacchioni di paese che si chiamavano, per tutti gli altri Celentano…gente fuori squadro, fuori regola, uno cantava da sdraiato, l'altro ballava male, tutti spaiati, disaccoppiati…questa è la loro canzone, la canzone di "quelli erano giorni". Vito quando eravamo piccoli, di Domenica guardava le fotografie della sua gran gioventù e canticchiava laconico..ah, quelli erano giorni… te ne accorgerai, mi diceva…verrà il giorno che ti toccherà pure a te… Beh, adesso inizia a toccarmi… e un po' anche a voi, perciò buon ascolto.
A tutti quelli ai quali si è spento il sole, ricordando che quando il sole si spegne è sempre vero anche il suo contrario, e cioè che si possono finalmente accendere le stelle. Saluti.
(Vinicio Capossela)